
Negli ultimi mesi del 2008 abbiamo aggiunto alcuni prodotti gustosi alla nostra offerta. Innanzitutto un olio abruzzese con acidità inferiore allo 0,4. Si tratta di un olio novello dal sapore delicato, colore ricavato da un’unica qualità di olive tipiche della zona di Penne nel pescarese. La raccolta delle olive è stata fatta a mano con rastrello in legno e le olive sono state conferite e molite il giorno stesso.
Per quanto riguarda i vini abbiamo visitato l’azienda di Sergio Botrugno che ci ha introdotto ai suoi prodotti con passione e competenza.. E’ una piccola cantina “storica” che vinifica le proprie uve piantate dal padre di Sergio più di 50 anni fa. Dopo varie degustazioni tra soci e amici abbiamo selezionato tre vini: un primitivo, un negroamaro e un malvasia. Il primo ha un gusto consistente e di buona struttura, dovuto anche al suo grado alcolico di 14,5°, il secondo è un blend composto da 85% di negroamaro e 15% di malvasia nera di Brindisi, entrambi vitigni autoctoni che assieme stanno proprio bene! La malvasia in particolare è stata usata per dare una maggiore aromaticità al negroamaro. Sempre dalla cantina di Botrugno abbiamo selezionato una Malvasia Nera di Brindisi vendemmiato tardivamente: E un vino dolce e deciso, che si accompagna bene con biscotti secchi a base di mandorle e noci, ma non disdegna la frequentazione di formaggi a pasta erborinata.
Siamo poi tornati a Valdobbiadene dove abbiamo preso dell'altro prosecco, sempre dallo stesso produttore anche se questa volta abbiamo optato per il "vin col fondo" metodo di rifermentazione naturale in bottiglia senza sboccatura, dove cioè i lieviti rimangono nella bottiglia. E' il prosecco che si usava una volta insomma.
Sempre sul fronte vino abbiamo ordinato dell'ottimo Morellino di Scansano DOCG, dopo aver assaggiato alcune bottiglie portateci dal nostro amico e socio onorario Bepi Migotto che ha conosciuto e visitato per noi la piccola cantina dove questo viene prodotto. Il commento generale del gruppo di assaggiatori è stato "Xe proprio bon!". Assieme al Docg abbiamo preso anche il suo fratello minore Sangiovese, il quale non è stato fregiato del nome poichè coltivato poco distante dall'area Docg, ma in realtà veramente poco differente se non fosse per il minore tempo di botte rispetto al fratello maggiore.